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Storia del Fimo

   Storia del Fimo

 

Katharina Simon nata il 17 settembre 1883 a Breslau, in Germania, iniziò già a diciasette anni una promettente carriera come attrice di teatro a Berlino. Durante questo periodo si innamorò del professor Max Kruse, artista e scultore molto famoso in quei tempi, che divenne suo marito.Dalla loro unione arrivarono ben sette figli. Katharina, anche dopo il matrimonio, continuò a mettere in pratica tutto il suo talento artistico, dedicandosi al disegno, alla pittura, alla fotografia, alla scrittura e persino alla filosofia.

Nel frattempo vennero alla luce la primogenita Mimerle e tre anni dopo la piccola Sofie ( soprannominata Fifi).Un giorno la graziosa Mimerle, osservando la mamma occuparsi della sorellina disse:”Voglio anche io una bambina come hai tu mamma”, e fu l’inizio di una fantastica storia. Katharina decise allora di realizzare da sola delle piccole creature per accontentare la sua bambina..

Le bambole di Katharina Kruse sono bambole da collezione che si possono ammirare in diversi musei, tra cui il museo KATHE-KRUSE-PUPPEN-MUSEUM

Alla fine degli anni 30, durante la seconda guerra mondiale, la nostra Katharina ( conosciuta come Kathe Kruse) non riusciva a procurarsi il materiale per fare le teste delle bambole. La figlia Fifi, allora già sposata con il Sig. Rehbinder iniziò a sperimentare degli impasti e ottenne questo composto adatto ad essere modellato e cotto nel forno di casa. Fifi continuò le sue sperimentazioni per alcuni anni, usando questo impasto per creare mosaici, come pure per il suo iniziale proposito ossia fare le teste delle bambole.

Produsse una limitata gamma di colori, che iniziò a vendere con il nome commerciale di “Fifi Mosaik “

( dal suo nomignolo Fifi e dalla funzione del prodotto).

fino al 1964 commercializzò il suo prodotto da sola.

Fu allora che conobbe EBERHARD Faber che si interessò al prodotto e ottenne una licenza per produrlo a livello industriale. Nel 1978 questa società, fondata nel 1922 a Neumarkt, entra a far parte del gruppo STAEDTLER. Il materiale è attualmente venduto con il nome di Fimo.( Nota: Il nome Fimo deriva dall’unione delle prime due sillabe delle parole “Fifi Mosaik”-FI-MO)

IL FIMO E LE PASTE POLIMERICHE OGGI

Le paste polimeriche sono paste dalla consistenza morbida che si usano un pò come l’argialla con la differenza che possono essere cotte nel forno di casa , quindi a temperature molto basse rispetto a un forno per cuocere l’argilla che arriva fino a 650 gradi.Si trovano in panetti colorati con i quali si possono creare moltissimi effetti utilizzando varie tecniche.I panetti contengono dei polimeri sintetici che in cottura evaporano rendendo la pasta dura con una consistenza simile alla plastica. Si possono creare gioielli,pupazzetti, dolcetti, accessori per capelli, si possono rivestire posate, tazze, bicchieri, lampade…la malleabilità, la vasta gamma di colori ed accessori, la fantasia e la creatività ci permettono di creare qualsiasi cosa vogliamo. Esistono varie case produttrici e le caratteristiche delle pasta cambiano da casa a casa.

Ecco un esempio delle più famose:

Fimo

Cernit

Kato Polyclay

Sculpeystudio by sculpey,premo by sculpey

Queste sono solo le principali marche di pasta che troviamo in commercio. Si usano tutte allo stesso modo cambia solo la consistenza, i tempi e i gradi di cottura.

Come scegliere una pasta anzichè un altra è una scelta che dipende solo da noi, nel senso che ogni artista dopo aver provato le varie paste saprà quale risponde meglio alle proprie esigenze.

A questo proposito voglio citare una grande Artista:

Donna Kato

Donna Kato è una famosa artista , che si è dedicata alle paste polimeriche sotto molti aspetti diversi.

E’ autrice di libri, insegnante, e ha sviluppato anche una particolare formulazione  per una pasta polimerica che ha preso il suo nome, il Kato Polyclay. Il suo libro, ” The art of polymer Clay” pubblicato nel 1997 è uno dei testi più popolari e rispettati sulle paste polimeriche ed i diversi usi che si possono fare di questo materiale.

Nel suo ambiente è conosciuta per le tecniche innovative che utilizza e per la sua abilità nello spiegare concetti in modo chiaro, coinciso e organizzato. Il suo lavoro è incluso anche all’interno di altri diversi testi come “Creating With Polymer Clay”,”Foundations in Polymer Clay” ” The Polymer Clay Techniques Book” ” Polymer Clay : Creating Functional and Decorative Objects” e “your guide to Creativity”.La sua esperienza con tutte le diverse paste polimeriche in commercio, per le quali aziende ha spesso lavorato come dimostratrice, le ha permesso di iniziare una nuova avventura con la Van Aken International, insieme alla quale  ha prodotto il Kato Polyclay. Donna  spesso partecipa anche a trasmissioni televisive, ha registrato video-lezioni e pubblica su moltissime riviste nel settore. Ha anche partecipato a diverse mostre come ” The maste International Polymer Clay Show”, “the pop show”,”the society of ast and Crafts Polymer Clay Show” e “Bead Museum Show.

Queste sono alcune sue opere:

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